ε Aurigae
Acquisizione dei dati di variazione di magnitudine

a cura di Paolo Botton
anni 2009-2011


ε (epsilon) Aurigae è un peculiare sistema stellare, nella costellazione autunnale-primaverile di AURIGA, dove ogni 27 anni la stella primaria varia la sua luminosità, eclissata da un immenso oggetto di cui gli astronomi non conoscono a fondo la natura, sebbene sia quasi certo che si tratta di una nube di polveri o gas che potrebbe avere al suo interno una binaria.
Nel triennio 2009-2011, è attivo il più grosso progetto scientifico della storia a cui partecipano o possono partecipare comuni cittadini.
Chiunque possegga un binocolo, cannocchiale o piccolo telescopio è invitato ad osservare la stella per rilevare le variazioni di luminosità e trasmetterle al centro di raccolta dati gestito dal movimento scientifico CITIZENSKY:

Link al sito di CitizenSky (apre una nuova scheda o finestra)

Non ci sono costi da sostenere, tranne il tempo da dedicare per acquisire la tecnica di rilevamento e raccolta dati e pochi minuti di osservazione ogni notte serena.
Informazioni e attività presso il Gruppo Astrofili Friedrich Argelander, oppure è possibile seguire queste istruzioni generiche assieme alla carta stellare con le stelle di confronto.

Stima della luminosità e confronto tra le magnitudini

Effettuare una stima della luminosità è facile, in teoria, ma richiede un minimo di pratica.
La misura della luminosità di una stella è definita magnitudine; più la stella è brillante, minore sarà il valore numerico che identifica la sua magnitudine.
La stima della luminosità di una stella variabile si effettua utilizzando almeno due stelle (dette di confronto) la cui luminosità è nota: una più brillante e l'altra meno brillante della variabile.
Utilizziamo il riquadro centrale sinistro per un esempio pratico.
La variabile è al centro di un crocicchio. La magnitudine delle stelle di confronto è indicata a fianco delle singole stelle (64, 51, 61, ecc.). Le magnitudini stellari sono espresse al primo decimale ma poiché il "punto" oppure la "virgola" possono essere confusi con una stella, i valori sono scritti senza il segno separatore; le magnitudini dell'esempio di leggono quindi: 6,4     5,1     6,1     ecc.
Per la precedente definizione di magnitudine, ci si deve abituare al fatto che la stella 5,1 è più brillante della stella 6,4 e che la stella 6,1 è meno brillante della stella 5,1.
Per effettuare una prima stima generica, se la luminosità di una stella appare a metà strada tra due stelle che sappiamo essere di magnitudine 5,0 e 6,0, la magnitudine della stella variabile è 5,5.
Sul riquadro dell'esempio si nota che il punto che indica la stella 5,1 è più grosso (più brillante) che per la stella con 6,4 alla sua sinistra.
Ecco le domande... Con risposta.
D: La variabile è più luminosa o più debole della stella più brillante (con magnitudine 5,1)?
R: Più debole.
D: La variabile è più luminosa o più debole della successiva stella più brillante (con magnitudine 6,1)?
R: Più debole.
D: La variabile è più luminosa o più debole della successiva stella più brillante (con magnitudine 6,4)?
R: Più luminosa.
Quindi la variabile è più brillante di 6,4, ma non così brillante come 6,1.
Cosa possiamo fare con questi numeri? La risposta è interpolare.
Il valore che cerchiamo si trova a metà strada tra 6,4 e 6,1? Certo; quindi è plausibile stimarlo tra 6,2 e 6,3.
Sì, ma quale dei due è quello giusto?
Se si ha la sensazione che la variabile sia un po' più luminosa della via di mezzo allora la stima è 6,2.
Se invece la si percepisce meno luminosa, allora la stima è 6,3.
Non serve perdersi in troppe ipotesi, ci si deve fidare delle percezioni; l'abilità di trovare la risposta giusta migliorerà con la pratica.
Non scendo nella motivazione tecnica che ci fa soprassedere sull'errore di stima (che chiamiamo rumore) e che rende utili anche i dati affetti da (minime) approssimazioni.
Quello che serve alla comunità scientifica è la maggiore quantità di dati a carico della stella, ovviamente prelevati con il maggior scrupolo possibile; nelle serate e nottate terse tra Ottobre e Marzo, i volenterosi possono utilizzare la carta di Auriga con le magnitudini di confronto per effettuare i rilevamenti.

Carta delle magnitudini di confronto

© Paolo B.
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